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Cosa mangiare a San Vito Lo Capo

di Marco

Un’esperienza per come la intendiamo noi in Sicilia è mare, è cultura ma è anche buon cibo. Noi Siciliani siamo davvero molto fortunati perché la nostra gastronomia è così variegata da poter saziare ogni esigenza.

Sanvitolocapo

Questo perché, con il passare del tempo, tutti i popoli che si sono succeduti al governo dell’Isola, hanno lasciato qualcosa di loro, come cultura, usi e costumi, ingredienti da usare in cucina!

Il popolo siciliano dunque ha fatto entrare tranquillamente nelle proprie case e nei palazzi nobiliari, nuove abitudini culinarie, colture e nuovi utensili, dando vita a prelibatezze uniche.

L’esperienza a San Vito Lo Capo è completa solo se alla spiaggia, alle escursioni in barca, alle passeggiate all’alba verso la Tonnara del Secco, al tramonto all’Isulidda, si aggiungono delle bontà speciali.

Come ormai sai, se ci segui da tanto, noi nel nostro Hotel non abbiamo il ristorante interno ma siamo sempre pronti a scambiare due chiacchiere con i nostri ospiti e suggerire un interessante itinerario del gusto dove assaggiare alcuni fra questi “capolavori”:

  • Il Cous Cous di Pesce:

E’ un piatto nato nel nord Africa, famoso anche grazie al Cous Cous Fest che si svolge ogni anno qui da noi a fine Settembre.

Può essere fatto con carne e verdure ma qui da noi la tradizione vuole che lo si prepari con pesci come lo scorfano, la cernia, il grongo e il coccio.

Il cous cous richiede una preparazione veramente lunga, lo si cucina con amore e tanta pazienza!

Adesso ti spiego in breve la ricetta…

In un piatto di terracotta la semola viene “incocciata” con l’ausilio dell’acqua finché non si ottengono dei granelli un po’ più grandi, per poi venire condita con olio, sale, aglio, cipolla tagliata finemente, prezzemolo e alcune spezie, come pepe e cannella, ma anche mandorle tritate per dare a questo cibo meraviglioso un sapore ricco e particolare.

Inizia dunque la lenta fase di cottura a vapore a fuoco bassissimo che dona alla semola un inconfondibile aroma.

Couscous

Una volta pronto si aggiunge il brodo preparato grazie ai pesci di cui sopra.

I tranci di pesce più grandi si sistemano sopra il couscous a guarnire il piatto ed una volta a tavola si può aggiungere, a piacere, un altro po’ di brodo ma anche limone ed una fritturina di calamari.


Questa descritta è la ricetta delle nonne, grazie alle quali le famiglie si riunivano la Domenica e nelle giornate di festa per mangiare tutti quanti insieme e che potrai trovare nei migliori ristoranti di San Vito Lo Capo.

  • Le Busiate al pesto

Innanzitutto cosa è una "busiata"?


E’ una pasta tipica che prende il nome dal “buso”, ovvero un bastoncino di legno che dona alla pasta una forma a spirale.


Il pesto alla trapanese invece, deriva dal pesto alla genovese: infatti, nei secoli passati, quando Trapani era uno dei porti centrali del Mediterraneo e quindi tappa obbligata dai navigatori dell’epoca, i genovesi, popolo di navigatori per eccellenza, facevano scalo frequentemente da queste parti.


I genovesi importarono quindi il loro pesto, con il basilico come ingrediente base.

I trapanesi rielaborarono quel pesto rendendolo più compatibile con i prodotti della loro terra: pomodori, mandorle ed aglio.


Il risultato è quindi un pesto molto saporito che rimane intrappolato nelle pieghe della pasta rendendola quindi molto condita, una prelibatezza da mangiare tutta d’un fiato!

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  • Il pane cunzato

E’ uno dei pasti poveri della cultura gastronomica siciliana.


Nasce nelle case del popolo che, come spesso accadde, fece di necessità virtù.


In mancanza d’un companatico ricco, diventò consuetudine arricchire il pane di sapori, odori e condimenti di poco costo e facile reperibilità.

I più fortunati, si permettevano il lusso d’acquistare un pezzo di sardina da strofinare sul pane e gustandolo, avrebbero goduto, se non del piacere di masticarne le carni, perlomeno dell’aroma e del sentore salato.

Da qui deriva la tipica espressione “leccare la sarda” riferita a persone benestanti che, pur avendo i mezzi, conducono uno stile di vita limitato al minimo.


Adesso, viene invece condito con pomodoro, primo sale, acciughe, origano ed olio d’oliva.

Lo troverai ogni mattina a colazione, poi ci dici!

Tavolo colazione fiori
  • Le Arancine

Cosa è la Sicilia senza le sue arancine?


Esiste tutta una diatriba semantica sul dubbio se le arancine siano “maschi o femmine”.


Cioè Arancino o Arancina? Qui da noi sono “fimmine“: arancine ed hanno una forma rotonda che va a richiamare l'arancia (da cui arancina) nella parte orientale della Sicilia sono chiamate al maschile ed hanno una forma a punta.

Possono essere preparate con diversi condimenti.

Le più famose varianti (e più mangiate ovviamente) sono con ragù di carne e piselli oppure con prosciutto e mozzarella.

Il tutto impanato e fritto.


  • I prodotti di tonnara

Che sia pesce spada affumicato, bottarga o tartare di tonno, i prodotti di tonnara nella provincia di Trapani sono stati oggetto di esperimenti e studi gastronomici nei secoli passati.


Questo è dovuto alla presenza di numerose tonnare sulle coste della provincia dovuta alla traiettoria migratoria dei tonni che passa proprio dalle acque della provincia di Trapani.

La più famosa tonnara è indubbiamente quella di Favignana e la mattanza, fino a qualche anno fa, ancora veniva eseguita al largo dell´Isola e richiamava flotte di turisti ad assistere a questo rito di vita e di morte che imporporava le acque del mare.


Trattati internazionali e la soppressione della Mattanza hanno fatto sì che questo rito, ed i suoi protagonisti, diventassero storia.


Ma se la Mattanza è ormai storia, consultabile al Museo della Riserva dello Zingaro, ancora oggi i suoi prodotti rappresentano un ingrediente base per antipasti, primi e secondi.

  • La caponata di melanzane

La caponata, diffusa in tutto il Mar Mediterraneo, è generalmente utilizzata oggi come contorno o antipasto, ma sin dal XVIII secolo costituiva un piatto unico, accompagnata dal pane.


L’etimologia rimanda allo spagnolo “caponada”, ma va considerata una vera e propria etimologia popolare quella che fa risalire “caponata” a “Capone“, termine con cui siamo soliti chiamare la “lampuga” ovvero un pesce dalla carne pregiata ma piuttosto asciutta che veniva servito nelle tavole dell’aristocrazia condito con la salsa agrodolce tipica della caponata.

Il popolo, non potendo permettersi il costoso pesce, lo sostituì con le economiche melanzane.

Ed è questa la ricetta giunta fino a noi.


Qualcuno sostiene che il nome del piatto derivi dalle “caupone”, taverne dei marinai.

  • I cannoli e le graffe

Il cannolo, insieme all´arancina, è uno dei simboli della Sicilia nel mondo.


Si tratta di una cialda croccante, riempita con ricotta fresca impreziosita da scaglie di cioccolato o canditi.

La graffa invece è una brioche con ricotta fresca e pepite di cioccolato, tutto spolverato di zucchero.


Glicemia alle stelle, ma ne vale la pena.

  • Il caldofreddo

Si tratta di un dessert ideato proprio nel nostro piccolo paesino, che già negli anni ’70 deliziava i palati dei primi turisti italiani e stranieri che scoprivano San Vito Lo Capo.

La particolarità di questo gelato è data dalla differente temperatura dei suoi due ingredienti “base”, il gelato e la cioccolata calda. Essa crea un connubio strepitoso secondo a nessuno.

Se poi si considera che tra il freddo del gelato e il caldo della cioccolata si “incontrano” strati di soffice panna e morbido pan di spagna imbevuto nel rum, si può ben comprendere perché il Caldofreddo, oltre ad essere uno tra i dessert simbolo di golosità, sia anche da considerarsi piatto unico, impossibile da mangiare dopo un pasto completo.

Caldo freddo ok okok ph Anselmo

Detto questo, possiamo tranquillamente affermare che San Vito Lo Capo è la patria dei golosi.

Ci vieni a trovare? Il nostro Hotel è aperto da Aprile a Ottobre.

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